FIDAL
 Federazione Italiana
 di Atletica Leggera


1970     2007


CONI
 Comitato Olimpico Nazionale Italiano

La copertina del Libro

 

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TITOLO DEL LIBRO ALA' DEI SARDI - UN PAESE IN CORSA
AUTORE

 

Giovanni Maria (noto Vanni) LORIGA è considerato uno dei più quotati esperti italiani di Atletica Leggera.

Come tecnico è stato allenatore e titolare della cattedra di Atletica presso la scuola Militare di Educazione Fisica di Orvieto dal 1957 al 1960.

Come giornalista ha scritto sulla materia dal 1950 ad oggi, inizialmente su "Paese" e "Paese Sera"; indi sul "Corriere dello Sport" (responsabile della specifica rubrica dal 1967 al 1992); infine su la "Stampa" di Torino, giornali per il quale ancora collabora. 

Ha collaborato da Roma per "l'Equipe" di Parigi e per il "Marca" di Madrid. Ha vinto due volte il premio letterario CONI-USSI per la cronaca e per l'inchiesta. 

Con il suo libro, scritto insieme a Franco Fava. "Cori per la salute" è stato segnalato per il Premio Bancarella.

Ha assistito, come inviato speciale a tutte le edizioni dei Giochi Olimpici dal 1956 al 1996. 

Segue la gara di Alà dei Sardi praticamente dalla sua nascita

 

Un saluto biografico

  di Vanni Loriga

 

 

Io, GIOVANNI MARIA (Vanni) LORIGA sono nato  nel 1927 ad Isili (allora provincia di Nuoro) da genitori ed ascendenti di Luras. Mi professo pertanto lurisincu a 24 carati, pur avendo vissuto per circa 80 anni in continente. Ho sempre amato l’agonismo, per tradizione ed educazione familiare. Si narra in famiglia che le prime esperienze  sportive ebbero origine in casa Loriga nel 1908 quando il “Cristo” agli anelli, che valse ad Alberto Braglia l’Oro olimpico di Londra, fu eternato dal famoso disegnatore Beltrame sulla prima pagina della  Domenica del Corriere, la televisione di quei tempi. I fratelli Mario, Augusto e Ferdinando (mio padre ) si fecero costruire da un fabbro degli anelli di ferro e li piazzarono con funi al tetto di una rimessa per carri. Per accrescere la forza di braccia, inventarono praticamente il potenziamento muscolare, esercitandosi a sollevare a braccia tese sacchetti di pallini da caccia fra di loro legati.

   Il padre dei tre, Giovanni Maria Loriga detto “Mirella” per le sue capacità commerciali che lo avevano trasformato da maestro elementare nel “Merello della Gallura”, si era invece l’anno successivo innamorato del ciclismo: volendo imitare Ganna, vincitore del Giro d’Italia del 1909, acquistò una bicicletta da corsa con cui scalava, fra i lazzi dei monelli, i Monti di Popoi che si inerpicano verso i 508 metri sul livello del mare di Luras centro.

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   Questo il DNA della famiglia. Il colpo di grazia giunge poi negli anni ’30, con il trasferimento a Torino. Ferdinando scopre il giuoco del calcio, frequentando il campo della Juventus in Corso Marsiglia. Poi dal 1934 ecco lo Stadio Mussolini (indi Comunale ed ora Olimpico)  spalancare le porte al calcio ed all’atletica, che proprio a Torino tiene a battesimo i Campionati europei.  Amore a prima vista, che  induce il protagonista di questa sintetica biografia a non percorrere più un metro che non fosse a passo di corsa.

    Molte  gare (prima apparizione agonistica nel 1942), scarsi risultati. Ma la difficoltà a conseguire progressi induce lo scrivente a documentarsi sempre di più sulle tecniche di allenamento. Le affino anche per mestiere, in quanto ufficiale nei Bersaglieri ( motto araldico “automezzi al passo, bersaglieri di corsa” ) al punto che nell’ormai remoto 1957, dopo essere stato inviato  a titolo di premio e per aggiornamento professionale ad assistere ai Giochi Olimpici di Melbourne, vengo assegnato alla Scuola Militare di Educazione Fisica, ove vengo nominato titolare della cattedra di atletica leggera e di’”orienteering” (materia di cui scrivo i primi testi pubblicati in Italia) ed allenatore delle nazionali di pentathlon militare e pentathlon militare. Per non farmi mancare nulla,  sono anche responsabile disciplinarmente del Plotone Pugili dell’Esercito. I ragazzi, allenati da Natalino Rea e da Armando Poggi, ai Giochi di Roma 1960 vincono tre ori (con il bersagliere Musso, il Vigile del fuoco Benvenuti e l’artigliere corazzato De Piccoli), tre argenti e due bronzi.

   Nel 1963, dopo un periodo al Centro Ippico Militare di Montelibretti, assumo il Comando della Prima Compagnia Speciale Atleti dell’Esercito: grandissimi risultati nel nuoto e nell’atletica, soprattutto con il Caporale Sergio Ottolina, che nei 200 metri migliora quello che fu il record mondiale di Livio Berruti.

   Nel frattempo il predetto Vanni Loriga si diletta di scrittura: avevo cominciato per scherzo nel 1950, prima di accorrere alle Armi, sulle colonne di Paese e Paese  Sera, con Antonio Ghirelli responsabile delle pagine sportive.

Lo stesso Ghirelli, che nel frattempo ha assunto la Direzione del Corriere dello Sport,  deve risolvere il problema della rubrica di Atletica Leggera del suo giornale. I lettori non sono soddisfatti: deve sostituire Cesare Lanza, lo stesso che adesso vediamo

ideare turbolente trasmissioni televisive. Ghirelli si ricorda del suo antico collaboratore di tanti anni prima e lo convoca. Il Vice Direttore Giorgio Tosatti mi contatta e mi propone rubrica ed assunzione. Io sono già maggiore dell’Esercito, lavoro all’Ufficio Stampa del Ministro Tremelloni, ho 40 anni, moglie, due figlie. Si tratta di un rischio: lo corrro.

   Non me ne pento. Vivo anni di perfetta felicità: sono stipendiato per girare il mondo, per vedere atletica, per scriverne. Se da ragazzo mi avessero chiesto cosa mi sarebbe piaciuto fare da grande, avrei risposto: “Il redattore di atletica leggera nel quotidiano sportivo della Capitale”.

  Posti in palio uno: come per il Sommo Pontefice o per la Presidenza della Repubblica.

   Fra le varie avventure (Giochi Olimpici, Mondiali, servizi speciali come un Natale a Beirut insieme al Generale Angioni ed ai Bersaglieri del mio vecchio Battaglione) ne ricordo con nostalgia altre  forse  di minore rilevanza ma di altissimo contenuto morale e giornalistico.

  Ho parlato di Giorgio Tosatti, l’amico che da poco ci ha lasciati.

  Quando assume la Direzione del Corriere dello Sport  vara in prima pagina del giornale una rubrica intitolata “IL FATTO”. In essa si evidenziano situazioni e personaggi degni di menzione. Gli racconto di Alà dei Sardi e del suo Cross ed è perentorio: “Vecchio, queste cose devi scriverle immediatamente”.

  Eseguo e da lì parte il mio rapporto con Antonello Baltolu e con tutta Alà, il famoso “paese in corsa”.

  Sono passati gli anni; la gara, nata come sfida fra i bambini dei Giochi della Gioventù, ha assunto fama internazionale. Nel ranking delle corse campestri più famose del mondo figura ai primissimi posti.

  Io sono cresciuto con lei. Ho coperto le tappe che ogni giornalista inevitabilmente percorre: dapprima brillante promessa; poi solito trombone; infine “venerato Maestro”.

  Per arrivare  al luminoso traguardo finale bisogna  però osservare due regole fondamentali. La prima è quella di vivere piuttosto a lungo; la seconda di avere qualcosa su sui scrivere.

 Ed ancora una volta gli  amici di Alà mi danno una mano.

 Dopo quattro anni sabatici, ritorna il Trofeo. E’ la sua 32^ edizione, assegnerà il XX Trofeo del Presidente della Repubblica. Sarà ancora una volta la rivincita del Campionato Mondiale di Cross. Ci ritroveremo tutti insieme, il 6 aprile 2008, per la celebrazione di un rito che mi fa sentire vivo. Le cose importanti sono scritte nella Storia: ricominciamo a scriverle, ricordando che si tratta della prima edizione disputata nella nuova provincia di Olbia-Tempio. La provincia della mia famiglia, quella dei Lurisinchi che cento anni fa si esercitavano agli anelli e che si appassionavano al ciclismo dei tempi eroici

 

 

 

EDITORE EDITRICE IL TORCHIETTO - OZIERI 1999 - (SS) - SARDEGNA

Tipografia "IL TORCHIETTO"
P.zza Pietro Micca
07014 - Ozieri - SS - Sardegna

Tel. 079.787751 - Fax 079.788010

PAGINE Num. 210  - Con num. 82 Fotografie e num. 3 disegni

 

PERIODO I^ Edizione 1973  -  XXVII^ Edizione 1998

 

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Alcune immagini tratte dal Libro


Edizione 1983



Edizione 1992
Edizione 1998


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